Una porta sull’aldilà a Montepulciano
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Dopo la morte attendono gli uomini cose che essi non sperano e neppure immaginano
Eraclito
Alla Pinacoteca Crociani di Montepulciano, una porta in travertino segna il passaggio verso l’aldilà e racconta le credenze etrusche.
A Montepulciano, una porta chiusa che separa il mondo dei vivi dall’aldilà. Un riferimento all’oltretomba, mondo con il quale il dialogo è incessante e ben rappresentato nei più comuni monumenti etruschi, quali le urne chiusine, dove spesso è raffigurata la porta dell’Ade o della tomba, sulla cui soglia si abbandona la famiglia per essere accolti in un’altra comunità, con un confortante segno di continuità tra mondo dei vivi e dei morti.
L’imponente Porta dell’Aldilà in travertino, recentemente acquisita dal Comune di Montepulciano ed esposta al Museo Civico Pinacoteca Crociani, è una testimonianza tangibile in questo senso. La porta presenta una sola lastra di chiusura, con rotazione destrorsa su cardini in pietra, soglia ed architrave, e proviene con ogni probabilità da una tomba appartenuta ad una delle famiglie aristocratiche del territorio, databile nel II secolo a.C.
Ma la storia del rapporto con l’aldilà è ben più antica.
La porta per il regno dei morti
I primi, fra gli antichi, che interpretarono la morte come un passaggio tra due mondi furono gli Egizi. Si diffuse infatti l’usanza di rappresentare nelle tombe o sulle stele delle false-porte attraverso quali l’anima del defunto poteva comunicare con i viventi e ricevere preghiere e offerte di cibo per la sua vita nell’aldilà.
Il tema della porta ha continuato a rivestire un’importante valenza simbolica in tutto il mondo dell’antichità classica, in particolare proprio nei rituali funerari. Se per un verso rimandava al passaggio tra i differenti piani di vita e di morte, dall’altro alludeva al percorso iniziatico dell’anima, dalla dimensione fisica alla spirituale.
Anche nella credenza religiosa etrusca, dopo la morte iniziava un vero e proprio viaggio verso il mondo dei beati, che avrebbe accolto il defunto per l’eternità. Il viaggio aveva inizio dopo la deposizione del corpo e la chiusura della tomba. Questo passaggio in genere avveniva con pietre e talvolta con una porta ruotante: l’immagine più eloquente del transito verso il mondo della beatitudine. La “porta” si carica quindi di significati profondi, costituendo la linea di confine verso quello spazio segreto e misterioso che è oltre. L’incognita, insomma, della nuova condizione dopo la morte.
In epoca ellenistica porte del tutto simili a quelle utilizzate per chiudere l’ingresso delle tombe vengono rappresentate anche sulle urne in terracotta e in pietra. Spesso, infatti, sulle urne troviamo raffigurate scene più complesse, in cui oltre alla porta viene ritratto un demone nell’atto di accompagnare una persona verso la porta, di fronte alla quale si trova una seconda persona stante. Tale raffigurazione rappresenta il viaggio del defunto che, accompagnato dal demone e atteso da un parente premorto, si appresta a varcare l’ingresso dell’Ade.
La massiccia Porta dell’Aldilà in travertino, acquisita dal Comune di Montepulciano e oggi visibile al Museo Civico Pinacoteca Crociani, testimonia dunque queste storie. Tradizioni e credenze che si perdono nella notte dei tempi.
Puoi scoprirne di più leggendo la voce dedicata alla porta dell’aldià presente sul nostro ecomuseo digitale!


