Gioventour: i musei diventano spazi da vivere per le giovani generazioni
Progetti, Archeologia, Arte, Memoria, Scienza

Con il progetto “Gioventour”, promosso da Generazione T insieme a Fondazione Musei Senesi, i musei si trasformano in spazi di partecipazione attiva per ragazze e ragazzi.
Imusei non sono solo spazi da visitare, ma luoghi da vivere. Da questa visione nasce Gioventour, il progetto promosso da Generazione T insieme a Fondazione Musei Senesi, con l’obiettivo di riavvicinare le giovani generazioni ai luoghi della cultura attraverso ascolto, dialogo e coprogettazione.
Il punto di partenza è stato chiaro: comprendere come ragazze e ragazzi percepiscono oggi i musei e quali barriere – linguistiche, comunicative, simboliche – ne limitano la partecipazione.
La call pubblica e l’indagine sui giovani
Il percorso si è articolato in due azioni principali:
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una call pubblica che ha portato alla selezione di dieci giovani coinvolti attivamente nelle attività progettuali;
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un’indagine online a cui hanno risposto oltre 100 ragazzi e ragazze.
Un dato, più di tutti, ha orientato il lavoro: circa il 70% degli intervistati aveva già visitato un museo, ma non si riconosceva nel modo in cui questi spazi vengono comunicati.
Come sottolinea Andrea De Paolis, vicepresidente di Generazione T:
“Dai dati emerge che circa il 70% aveva già visitato un museo, ma ha evidenziato criticità nel modo in cui questi luoghi vengono comunicati: il linguaggio e le modalità di racconto non vengono percepiti come vicini o realmente coinvolgenti per i giovani.”
Non è un problema di accesso fisico, dunque. È una questione di linguaggio, di narrazione, di senso di appartenenza.
Nuovi linguaggi per aprire i musei ai giovani
Da qui l’idea di cambiare prospettiva: non chiedere ai giovani di adattarsi ai musei, ma sperimentare modalità capaci di contaminare le collezioni con linguaggi contemporanei.
Attraverso strumenti come laboratori, eventi di live painting, momenti conviviali, workshop e tanto altro, Gioventour ha attivato processi di interazione diretta con il patrimonio, trasformando il museo in uno spazio di produzione culturale, non solo di fruizione.
Come evidenzia Carolina Taddei, coordinatrice di Fondazione Musei Senesi:
“L’obiettivo del progetto era creare opportunità concrete per ragazze e ragazzi di interagire con i linguaggi museali e con la cultura, portando uno sguardo nuovo. Abbiamo sperimentato linguaggi diversi capaci di contaminare le collezioni e, soprattutto, di aprire le porte dei musei ai giovani, coprogettando insieme a loro le attività.”
Coprogettazione e comunità: il futuro dei musei
Gioventour dimostra che i musei possono diventare spazi di relazione, confronto e creatività condivisa. La coprogettazione non è uno slogan, ma un metodo: significa riconoscere alle nuove generazioni un ruolo attivo nella definizione delle attività culturali.
In una fase storica in cui il rapporto tra giovani e istituzioni culturali è in trasformazione, esperienze come questa indicano una strada concreta: ascoltare, sperimentare, costruire insieme.
Perché un museo davvero contemporaneo non è solo quello che conserva il passato, ma quello che sa dialogare con il presente. E possibilmente senza far sentire nessuno fuori posto appena varca la soglia.

