Il nuovo Codice Etico ICOM 2026: un riferimento per i musei e un impegno condiviso dalla Fondazione Musei Senesi
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Con l’approvazione del nuovo Codice Etico ICOM per i Musei, avvenuta il 25 giugno 2026 durante la 41ª Assemblea Generale dell’International Council of Museums, la comunità museale internazionale rinnova uno dei suoi documenti più importanti. Per la Fondazione Musei Senesi, che fa parte della rete ICOM, si tratta di un aggiornamento significativo: il Codice è infatti il riferimento che orienta il lavoro dei musei e dei professionisti nella gestione del patrimonio, nella ricerca, nella cura delle collezioni e nel rapporto con le comunità.
Il Codice Etico non è un regolamento nel senso stretto del termine, ma un impegno condiviso. Definisce i principi e gli standard professionali ai quali i musei aderenti a ICOM scelgono di ispirarsi, promuovendo una pratica fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza e sul servizio alla società.
Una storia lunga quarant’anni
La prima versione del Codice risale al 1986, ma le sue origini sono ancora precedenti. Già negli anni Settanta, mentre a livello internazionale cresceva l’attenzione verso la tutela del patrimonio culturale e il contrasto al traffico illecito di beni culturali, ICOM iniziò a elaborare una serie di principi comuni destinati ai musei di tutto il mondo.
Dopo un lungo lavoro di confronto tra i Comitati nazionali e internazionali, il testo fu approvato all’unanimità durante l’Assemblea Generale di Buenos Aires. Per la prima volta la comunità museale internazionale disponeva di uno strumento condiviso capace di definire non solo buone pratiche, ma anche una comune idea di responsabilità professionale.
Negli anni il Codice ha accompagnato i profondi cambiamenti vissuti dai musei. La revisione del 2004 ha ampliato lo sguardo oltre la conservazione delle collezioni, affrontando temi come l’inclusione, il ruolo sociale delle istituzioni culturali, la trasparenza nella gestione delle risorse e l’etica delle acquisizioni e del fundraising.
Anche ICOM Italia ha contribuito a questa riflessione, pubblicando nel 2017 le Norme supplementari al Codice Etico per i musei italiani, dedicate ad alcune questioni particolarmente rilevanti nel contesto nazionale, dalle politiche delle collezioni ai rapporti con il mercato culturale, fino alla comunicazione e ai servizi al pubblico.
Un Codice che guarda ai musei contemporanei
La revisione appena conclusa nasce dal dibattito avviato durante la Conferenza Generale ICOM di Kyoto del 2019, quando emerse l’esigenza di aggiornare il Codice alla luce dell’evoluzione della professione museale.
Dal 2021 il Comitato Permanente per l’Etica (ETHCOM) ha coordinato un ampio percorso di consultazione internazionale che ha coinvolto Comitati nazionali, Comitati internazionali, Alleanze regionali e Organizzazioni affiliate. Sono stati raccolti contributi da 114 organismi ICOM, dando vita a un processo partecipato che ha accompagnato la stesura del nuovo testo.
Il risultato è un documento pienamente coerente con la Definizione di Museo adottata da ICOM nel 2022, che riconosce il museo come un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, impegnata nella ricerca, nella conservazione, nell’interpretazione e nella condivisione del patrimonio materiale e immateriale.
I principi del nuovo Codice
Il nuovo Codice Etico propone una cornice comune entro cui i musei possono operare, pur nel rispetto delle differenti realtà culturali, normative e organizzative dei singoli Paesi.
Tra i temi affrontati trovano spazio la tutela e la valorizzazione del patrimonio, la corretta gestione delle collezioni, la ricerca, la qualità della governance, la trasparenza amministrativa, il rapporto con il pubblico, l’accessibilità, l’inclusione e la responsabilità sociale dei musei. Particolare attenzione è dedicata anche alla collaborazione con le comunità di riferimento, alla sostenibilità e alla necessità di garantire che ogni scelta sia guidata da criteri etici condivisi.
Il Codice sarà accompagnato da linee guida che aiuteranno i musei ad applicarne i principi nei diversi contesti culturali e professionali.
Il contributo di ICOM Italia
Anche ICOM Italia ha partecipato attivamente al percorso di revisione, contribuendo alle consultazioni coordinate da ETHCOM con osservazioni e proposte elaborate insieme ai propri gruppi di lavoro e ai professionisti del settore. Un contributo che conferma il ruolo della comunità museale italiana all’interno del dibattito internazionale sui temi dell’etica e della responsabilità dei musei.
Un riferimento anche per la Fondazione Musei Senesi
Per la Fondazione Musei Senesi il Codice Etico rappresenta molto più di un documento programmatico. È un punto di riferimento per il lavoro quotidiano svolto insieme ai musei del territorio, nella convinzione che la qualità di un’istituzione culturale non si misuri soltanto nella conservazione delle collezioni, ma anche nella capacità di essere accessibile, inclusiva, trasparente e vicina alle comunità.
L’appartenenza alla rete ICOM significa condividere questi valori e contribuire a una visione del museo come luogo di conoscenza, partecipazione e responsabilità pubblica. In questo senso, il nuovo Codice Etico costituisce uno strumento prezioso per affrontare le sfide che attendono i musei nei prossimi anni, mantenendo saldo il legame tra patrimonio, professione e società.
