Colle di Val d’Elsa nella short list per Capitale italiana della Cultura 2028
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Colle di Val d’Elsa entra nella short list delle dieci finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028. Un traguardo storico che riconosce un percorso partecipato e una visione fondata su welfare culturale, comunità e sviluppo territoriale, sostenuta fin dall’inizio anche da Fondazione Musei Senesi.
Colle di Val d’Elsa è ufficialmente tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Un traguardo di grande rilievo che segna un passaggio storico per la città e riconosce un percorso costruito nel tempo con serietà, visione e una forte partecipazione della comunità.
Un risultato che nasce da Colle2028, un progetto condiviso che ha saputo attivare energie diffuse e mettere in dialogo istituzioni, associazioni, mondo della scuola, terzo settore, imprese e cittadinanza. Un processo corale che ha trasformato la candidatura in uno strumento di crescita reale, capace di incidere già oggi sulle politiche e sulle pratiche della città.
«Essere nella short list – ha commentato il sindaco Piero Pii – è una notizia che ci rende profondamente orgogliosi. È un riconoscimento importante per una città come Colle di Val d’Elsa, che pur nelle sue dimensioni ha dimostrato di saper esprimere idee, progettualità e una visione capace di parlare a livello nazionale. Questo risultato appartiene a tutta la comunità colligiana».
Il progetto Colle2028 ha rappresentato fin dall’inizio un nuovo modello di governo della città, fondato sulla partecipazione, sulla co-progettazione e su una visione di lungo periodo che intreccia sviluppo, inclusione, innovazione e memoria. Molti dei principi emersi durante il percorso si sono già tradotti in azioni concrete e continueranno a orientare il futuro di Colle, indipendentemente dall’esito finale della candidatura.
Fondazione Musei Senesi sostiene la candidatura di Colle di Val d’Elsa fin dalle sue fasi iniziali ed è orgogliosa di essere parte attiva di questo cammino. Un percorso che incarna valori centrali per FMS: welfare culturale, lavoro sul territorio, investimento sulle comunità, attenzione ai pubblici e alla dimensione educativa della cultura.
Il riconoscimento ottenuto premia una visione costruita nel tempo e una comunità capace di crescere insieme. Un luogo in cui il futuro della cultura non si proclama, ma si pratica. Per tutti, dappertutto.




