Colle 2028: una comunità in cammino verso la cultura. L’audizione al Ministero della Cultura
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Due pullman, oltre 80 persone, una delegazione compatta e partecipe: Colle di Val d’Elsa ha presentato al Ministero della Cultura la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Fondazione Musei Senesi, presente fin dalle prime battute del percorso, ha accompagnato e sostenuto il progetto, che vede tre musei della rete coinvolti direttamente nella visione culturale della città.
Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura si è svolta l’audizione pubblica per la candidatura di Colle di Val d’Elsa a Capitale Italiana della Cultura 2028. Una tappa decisiva, accompagnata da una presenza che dice molto dello spirito del progetto: oltre 80 persone hanno raggiunto Roma a bordo di due pullman, testimoniando una partecipazione ampia e sentita.
Non si è trattato soltanto di una presentazione istituzionale, ma dell’espressione concreta di una comunità che ha scelto di costruire insieme un’idea di futuro fondata sulla cultura come infrastruttura pubblica. Una visione che va oltre il calendario degli eventi e propone un metodo: integrare la cultura nelle politiche urbane, sociali, educative ed economiche.
La delegazione, guidata dal sindaco Piero Pii, ha presentato un progetto coerente e strutturato, capace di coniugare identità territoriale, manifattura, memoria e innovazione. Un percorso costruito attraverso mesi di lavoro condiviso, che ha coinvolto istituzioni, associazioni, realtà culturali e cittadine e cittadini.
Fondazione Musei Senesi sostiene la candidatura fin dalle sue prime fasi, contribuendo alla definizione del quadro strategico e alla costruzione delle linee progettuali. Alla presentazione era presente anche il presidente di Fondazione Musei Senesi, Alessandro Ricceri, a conferma di un impegno convinto e continuativo.
Colle di Val d’Elsa rappresenta per la rete museale un nodo centrale: tre musei della rete FMS hanno sede nel territorio comunale e svolgono un ruolo fondamentale nella vita culturale della città, costituendo presìdi permanenti di produzione culturale, educazione e relazione con la comunità. La candidatura valorizza questo patrimonio diffuso e lo colloca all’interno di una visione sistemica, capace di fare dei musei luoghi attivi di trasformazione.
Al di là dell’esito, il percorso compiuto segna un passaggio importante. La partecipazione collettiva, la qualità della proposta e la consapevolezza maturata rappresentano già un risultato significativo per la città e per l’intero territorio valdelsano.
La cultura, quando diventa metodo e responsabilità condivisa, è già un progetto realizzato.




