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Le news dalla Fondazione

da Giulia

Colle di Val d’Elsa, riapre il Museo Archeologico nel Palazzo Pretorio

Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”

15 Novembre 2025

Topics:
Notizie, Archeologia, Colle di Val d'Elsa
Colle di Val d’Elsa, riapre il Museo Archeologico nel Palazzo Pretorio

A quasi dieci anni dalla chiusura nel gennaio del 2016, il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” di Colle di Val d’Elsa riapre al pubblico nello storico Palazzo Pretorio, completamente rinnovato nel concept e negli allestimenti.

Si restituisce alla città di uno spazio identitario e simbolico, dedicato alla storia e al patrimonio archeologico di Colle: sabato 15 novembre riapre al pubblico il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”. Saranno presenti alla cerimonia Piero Pii, Sindaco di Colle di Val d’Elsa; Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana; Gabriele Nannetti, Soprintendente ABAP per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo; Alessandro Ricceri, Presidente Fondazione Musei Senesi. Seguirà la presentazione del progetto culturale a cura di Daniele Tozzi, Assessore alla Cultura di Colle di Val d’Elsa, Enrico Maria Giuffrè, Funzionario archeologo SABAP e Giacomo Baldini, Direttore dei Musei Civici. Nel pomeriggio, visite guidate gratuite con il Gruppo Archeologico Colligiano e attività didattiche per bambini e famiglie.

Il progetto, realizzato da Gabriele Maria Pulselli su progetto scientifico e museografico del direttore Giacomo Baldini, ha trasformato il Palazzo Pretorio – cardine urbano tra Via del Castello e Piazza del Duomo – in un polo culturale che, insieme al Giardino delle Arti e alle Stanze della Memoria, intreccia archeologia, trasformazioni urbane, memoria e arte contemporanea: da qui il concetto, di crossover, ovvero incroci, ma soprattutto contaminazioni.

Palazzo Pretorio: le radici della storia cittadina

Sorto nel XIV secolo su torri gentilizie (tra cui quella dei Ghidotti che ospitò il podestà), l’edificio fu sede del Comune, dimora del Podestà e carcere mandamentale fino al 1924. La torre civica annessa crollò nel 1636 e al suo posto venne costruito l’attuale campanile. Il museo nacque nel 1976 grazie all’acquisto della Collezione Terrosi (tre sale al secondo piano), e venne ampliato fino a quindici sale nel 1990, divenendo Museo Territoriale; nel 2012 è stato riconosciuto museo di rilevanza regionale. La chiusura del 2016 per manutenzione straordinaria e adeguamento normativo, a cui sono seguiti nuovi lavori nel 2023, ha consentito oggi una rilettura profonda: da contenitore di reperti etruschi a narratore della storia di Colle, dal paesaggio geologico alle vicende medievali meno note e più curiose, in un percorso che valorizza affreschi, viste panoramiche e spazi pubblici.

Palazzo Pretorio è dunque, oggi, un luogo vivo che non conserva solo reperti archeologici, ma racconta secoli di storia colligiana: dalle torri medievali alle necropoli etrusche, dal carcere al dialogo con l’arte contemporanea. Un museo accessibile e integrato nel tessuto urbano, investimento sulla memoria per una comunità che guarda al futuro. Il ‘crossover’ è, infatti,  la chiave: archeologia, paesaggio, memoria e contemporaneo si fondono in un percorso immersivo. Così il museo riapre come crocevia di storie e generazioni.

È proprio il piano terra del Palazzo, estraneo aggiuntivo rispetto al percorso museale archeologico, a costituire il primo forte legame tra città e palazzo. Uno spazio “pubblico” visitabile e transitabile liberamente che permette al visitatore di scoprire luoghi ad oggi quasi segreti come il Giardino delle Arti e le Stanze della Memoria, ricevendo anche delle informazioni relative agli eventi temporanei e permanenti che interessano il palazzo e scoprendo il legame tra museo e la necropoli etrusca di Dometaia.

Giardino delle Arti

Il giardino è stato il primo luogo riattivato da questo processo grazie all’installazione della scultura “Concrete block” di Sol Lewitt. L’artista americano, in occasione della seconda edizione della manifestazione Arte all’Arte, nel 1997 realizzò l’opera in maniera temporanea, divenuta permanente con un percorso di recupero partito già nel 2020 e oggi punto di partenza per la scoperta dell’arte contemporanea in città. Perimetrato e intimo, il giardino ha già accolto manifestazioni, conferenze, concerti e proiezioni cinematografiche, puntando ad essere spazio della città e attivatore di un processo di fusione tra palazzo e tessuto urbano, tra passato e presente.

Stanze della Memoria

Le Stanze della Memoria “Gracco Del Secco” sono un luogo di riflessione. Il progetto vuole valorizzare l’emotività dello spazio. Il visitatore potrà infatti guardare dentro, per immergersi in uno spazio di isolamento poco arieggiato e illuminato da una finestra alta, quasi privo di arredo. Uno spazio privo di relazioni con l’esterno; non c’è palazzo, non c’è città, non c’è paesaggio, c’è solo la cella e i suoi muri sui quali si possono ancora leggere delle iscrizioni o riconoscere il tratto incerto di un fiore o il profilo senza tempo di un uomo con il pesante mantello e il cappello a cilindro. Per sottolineare la continuità tra la dolorosa segregazione del passato e la triste condizione del presente, al centro della stanza è stata installata l’opera TEARS dell’artista Moataz Nasr a significare il dolore di coloro che, reclusi in questi spazi, hanno continuato ad immaginare la loro vita al di fuori di queste mura.

Il Museo e il nuovo concept di allestimento

Il museo archeologico di Colle di Val d’Elsa cambia impostazione: il percorso parte dal secondo piano e scende verso il presente, ‘ribaltando’ la sequenza di visita tradizionale. Al piano terra c’è l’accoglienza, con introduzione alla città, biglietteria, bookshop e servizi. Si sale in ascensore al secondo piano. Si inizia dalla storia naturale: fossili e carte geologiche per capire come si è formato il territorio della Valdelsa, con uno specifico approfondimento sul c.d. lago di Colle (sala 1). Dopo la sezione sulla Preistoria (sala 2), inizia la narrazione del popolamento etrusco, dall’età del Ferro e dal successivo periodo orientalizzante (sala 3), fino all’età arcaica e classica (sale 5 e 7). La sala 8, dedicata alla Collezione Terrosi, presenta una ricostruzione in scala 1:1 della Tomba dei Calisna Śepu, con reperti sulle banchine. Scendendo al primo piano, dopo uno spazio dedicato al sacro e alla relazione con l’acqua (sala 9), il percorso prosegue con le sale dedicate all’età ellenistica, illustrata attraverso le ricerche nella necropoli di Dometaia (sale 10 e 11) e de Le Ville (sala 12), passando per una piccola sezione sul periodo romano (sala 13), e terminare nel Medioevo con i materiali provenienti dalle ricerche all’interno del palazzo e nel giardino, con uno specifico approfondimento sul riuso delle tombe etrusche in età medievale, pratica di cui è testimone lo stesso Cennino Cennini (sala 14).

Il percorso di visita è narrato attraverso ricostruzioni di ambienti; ad aumentare l’effetto immersivo in alcune stanze sono presenti suoni, come quello dell’aulós di Stefano ‘Cocco’ Cantini. Grande spazio è dedicato inoltre alla storia del palazzo e alla relazione con la città. In questo modo il percorso si proietta idealmente fuori, verso il centro storico egli altri musei cittadini.

Informazioni pratiche

Il Palazzo Pretorio sarà aperto dal 15 novembre al 25 gennaio venerdì, sabato, domenica e festivi (ore 10-16). Chiuso il 25 dicembre. Nel periodo natalizio (26 dicembre-6 gennaio) il museo sarà aperto tutti i giorni (tranne il mercoledì) in orario 11-17. Costo del biglietto: 5,00 € intero, 3,00 € ridotto. Per i residenti nel Comune di Colle di Val d’Elsa l’ingresso è gratuito, come in tutti i musei del sistema cittadino.

Orari e informazioni: tel 0577 912257; e-mail: turismo@comune.collevaldelsa.it.

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