Colle di Val d'Elsa
Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” e Parco Archeologico di Dometaia
Il Museo di Palazzo Pretorio è il cuore storico e culturale di Colle di Val d’Elsa. Sorto nel XIV secolo sulle antiche torri gentilizie – tra cui quella dei Ghidotti, che ospitò il Podestà – l’edificio è stato nei secoli sede del Comune, dimora del Podestà e carcere mandamentale fino al 1924. La torre civica annessa, crollata nel 1636, fu sostituita dall’attuale campanile.
Il museo nasce nel 1976 con l’acquisizione della Collezione Terrosi e si amplia progressivamente fino a diventare, nel 1990, Museo Territoriale; nel 2012 viene riconosciuto museo di rilevanza regionale. La lunga chiusura per lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo (2016–2023) ha rappresentato l’occasione per una profonda rilettura del progetto museale. Oggi Palazzo Pretorio non è più solo contenitore di reperti archeologici, ma narratore della storia di Colle: dal paesaggio geologico alle necropoli etrusche, dalle vicende medievali meno note alla memoria carceraria, fino al dialogo con l’arte contemporanea.
Il museo si articola attorno a tre anime, strettamente intrecciate: Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, il Giardino delle Arti e le Stanze della Memoria.
Il piano terra del Palazzo, volutamente estraneo al percorso archeologico tradizionale, costituisce il primo e più diretto legame tra museo e città. È uno spazio pubblico, liberamente accessibile e attraversabile, che invita cittadini e visitatori a entrare in relazione con il palazzo anche al di fuori della visita museale. Qui si scoprono luoghi quasi segreti, come il Giardino delle Arti e le Stanze della Memoria, si ricevono informazioni sulle attività del museo e si comprende il legame tra Palazzo Pretorio e la necropoli etrusca di Dometaia.
Il Giardino delle Arti è il primo spazio riattivato dal processo di rinnovamento. Qui si trova Concrete Block di Sol LeWitt, realizzata nel 1997 in occasione di Arte all’Arte e divenuta permanente grazie a un percorso di recupero avviato nel 2020. Intimo e perimetrato, il giardino è oggi luogo di incontro, conferenze, concerti e proiezioni, e rappresenta il punto di partenza per la scoperta dell’arte contemporanea in città, attivando un dialogo continuo tra passato e presente.
Le Stanze della Memoria “Gracco Del Secco” restituiscono invece la dimensione carceraria del palazzo. Celle spoglie, poco illuminate e isolate, conservano sulle pareti tracce di vita e di reclusione: iscrizioni, disegni, figure appena accennate. Al centro dello spazio è collocata TEARS di Moataz Nasr, opera che mette in relazione la sofferenza della segregazione storica con le fragilità del presente, trasformando il luogo in uno spazio di riflessione e consapevolezza.
Il Museo Archeologico rilegge il territorio della Valdelsa attraverso un percorso narrativo e immersivo che “ribalta” la sequenza tradizionale di visita: si parte dall’alto e si scende verso il presente.
Dal secondo piano, dedicato alla storia naturale e alla formazione del paesaggio, con fossili e carte geologiche del cosiddetto lago di Colle, si passa alla Preistoria e quindi alla lunga storia del popolamento etrusco, dall’età del Ferro all’età classica. Cuore del percorso è la Collezione Terrosi, con la ricostruzione in scala 1:1 della Tomba dei Calisna Śepu.
Scendendo al primo piano, il racconto prosegue con il sacro, il rapporto con l’acqua, le necropoli di Dometaia e de Le Ville, una sezione romana e, infine, il Medioevo, con materiali provenienti dalle ricerche nel palazzo e nel giardino. Un approfondimento specifico è dedicato al riuso delle tombe etrusche in età medievale, pratica documentata anche da Cennino Cennini.
Ricostruzioni ambientali, suoni – come l’aulós di Stefano “Cocco” Cantini – e un costante riferimento alla storia del palazzo e della città rendono il percorso fortemente immersivo, proiettandolo idealmente verso il centro storico e la rete dei musei cittadini.
Vasetto gemino “a saliera”, Tomba Pierini (fine VII-VI secolo a.C.): un raro e curioso reperto in bucchero, formato da due vasetti attaccati tra loro, con iscrizione di tipo parlante in alfabeto etrusco “mini muluvunike pisna perkena” (mi donò Pisna Perkena).
Kelebe del Pittore del pigmeo trombettiere, Tomba dei Calisna Sepu (terzo quarto del IV secolo a.C.): opera tipica della produzione volterrana a figure rosse, che presenta un pigmeo che suona una tromba e dà il nome a un pittore di grandi capacità attivo in Etruria nel IV secolo a. C.
Ricostruzione del volto della “ragazza di Porciglia”: la magnifica ricostruzione del volto di una ragazza etrusca, effettuata dai maggiori esperti nel settore dell’Università degli Studi di Pisa, sepolta 2.500 anni fa in una tomba in località Le Porciglia.

Palazzo Pretorio
Piazza Duomo, 42
53034 Colle di Val d’Elsa
Numero di telefono museo: 0577912776
Numero di telefono ufficio turismo (Comune): 0577912257
email: turismo@comune.collevaldelsa.it
Parco Archeologico di Dometaia
Tel: 0577920490
email: turismo@comune.collevaldelsa.it
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ORARI DI APERTURA
Palazzo Pretorio
Lunedì: 11 – 16
Martedì: chiuso
Mercoledì: chiuso
Giovedì: 11 – 16
Venerdì: 11 – 16
Sabato: 11 – 16
Domenica: 11 – 16
Parco Archeologico di Dometaia
Su prenotazione: turismo@comune.collevaldelsa.it
BIGLIETTI
Biglietto singolo museo
- Intero: € 6,00
- Ridotto: € 4,00
Biglietto cumulativo musei di San Pietro, del Cristallo e Palazzo Pretorio (valido 48 ore)
- Intero: € 12,00
- Ridotto: € 8,00
Residenti nel Comune di Colle di Val d’Elsa: ingresso gratuito
Altre esenzioni: secondo normativa nazionale
Piazzaforte a lungo contesa tra fiorentini e senesi, cadde sotto il dominio di Firenze a metà del Trecento quando la sua potenza economica era al culmine. La città è famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo di Cambio, architetto e scultore, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale, e nel 1370 a Cennino Cennini, al quale si deve il Libro d’Arte, fondamentale trattato sulle tecniche pittoriche medievali. La cittadina, un tempo divisa nei quartieri di Piano, Borgo e Castello (oggi “Colle Alta” e “Colle Bassa”), era nota fin dal Settecento per le sue cartiere, che sfruttavano la forza motrice del fiume e delle sue gore. Divenuta sede vescovile nel Cinquecento, Colle presenta elementi urbanistici e architettonici di grande rilievo: il Palazzo Campana, che accoglie nell’antico centro storico; il Teatro dei Varii, delizioso esperimento scenografico del Bibiena; il convento di San Francesco e il suggestivo Duomo. Oggi è considerata la “Città del cristallo” detenendo da sola il 15% di tutta la produzione mondiale ed oltre il 95% di quella italiana, unendo i migliori prodotti di design all’antica tradizione locale di lavorazione del vetro.




