• Colle di Val d'Elsa

    Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” e Parco Archeologico di Dometaia

Il Museo archeologico di Colle Val d’Elsa, dedicato alla memoria dello studioso senese Ranuccio Bianchi Bandinelli, ha sede nel Palazzo Pretorio (o del Podestà) che, insieme al Palazzo del Popolo e al Palazzo dei Priori, rappresenta il simbolo del potere politico del Comune di Colle nel Medioevo.

La collezione archeologica è formata esclusivamente da reperti provenienti dal territorio, a partire dall’Eneolitico fino al Medioevo, che testimoniano la precoce importanza assunta dalla Valdelsa grazie alla sua posizione strategica rispetto alle antiche vie di comunicazione.

Le 15 sale che costituiscono il percorso raccontano, in particolare, lo sviluppo della società etrusca nel territorio valdelsano in rapporto con l’affermazione del potere politico della vicina e florida Volterra: il maggior numero di ritrovamenti nel comprensorio appartiene al periodo arcaico ed ellenistico, di cui sono testimonianza i reperti delle due grandi necropoli di Le Ville e di Dometaia.

Il Museo Archeologico di Colle conserva anche lo splendido corredo proveniente dalla tomba della nobile famiglia dei Calisna Sepu, ubicata nella necropoli del Casone (Monteriggioni) e utilizzata tra IV e I secolo a.C. All’interno della tomba sono state rinvenute ben 105 deposizioni; è da considerarsi, per ricchezza ma anche per continuità di utilizzo, uno dei più importanti ritrovamenti dell’Etruria settentrionale riferibili all’età ellenistica. I corredi comprendevano grandi vasi a vernice nera di produzione volterrana, splendidi specchi bronzei (uno dei quali recante incisa la scena del Giudizio di Paride) e una vasta gamma di vasellame da mensa in uso presso l’aristocrazia etrusca.

Il percorso si conclude con un interessante approfondimento sulla donna etrusca, dagli aspetti della vita quotidiana al suo ruolo nella società, e con le Stanze della Memoria “Gracco del Secco”, suggestivo itinerario nelle celle carcerarie del palazzo in uso dal Medioevo fino al 1924.

Da segnalare il Parco Archeologico di Dometaia, con visita a ingresso gratuito, presso il quale si conserva una suggestiva necropoli etrusca.

Il Museo Archeologico fa parte del sistema Colle Alta Musei con il Museo San Pietro.

Vasetto gemino “a saliera”, Tomba Pierini (fine VII-VI secolo a.C.): un raro e curioso reperto in bucchero, formato da due vasetti attaccati tra loro, con iscrizione di tipo parlante in alfabeto etrusco “mini muluvunike pisna perkena” (mi donò Pisna Perkena).

Kelebe del Pittore del pigmeo trombettiere, Tomba dei Calisna Sepu (terzo quarto del IV secolo a.C.): opera tipica della produzione volterrana a figure rosse, che presenta un pigmeo che suona una tromba e dà il nome a un pittore di grandi capacità attivo in Etruria nel IV secolo a. C.

Ricostruzione del volto della “ragazza di Porciglia”: la magnifica ricostruzione del volto di una ragazza etrusca, effettuata dai maggiori esperti nel settore dell’Università degli Studi di Pisa, sepolta 2.500 anni fa in una tomba in località Le Porciglia.


Museo archeologico “R. Bianchi Bandinelli”
Piazza Duomo, 42
53034 Colle di Val d’Elsa

Call Center: 0577 286300
email: info@collealtamusei.it

Parco Archeologico di Dometaia

Tel: 0577920490
email: musarcolle@gmail.com

Museo San Pietro (Museo Diocesano – Museo Civico – Conservatorio San Pietro – Collezione Bilenchi – Collezione Fusi) – Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”

ORARI DI APERTURA

Attenzione: il museo è temporaneamente chiuso.
Ci scusiamo per il disagio.

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Parco Archeologico di Dometaia

ORARI DI APERTURA

da giugno a ottobre
ogni domenica e festivi dalle 16 alle 19

È possibile prenotare una visita guidata telefonando al numero 0577 920490 e lasciando un messaggio in segreteria.


Piazzaforte a lungo contesa tra fiorentini e senesi, cadde sotto il dominio di Firenze a metà del Trecento quando la sua potenza economica era al culmine. La città è famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo di Cambio, architetto e scultore, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale, e nel 1370 a Cennino Cennini, al quale si deve il Libro d’Arte, fondamentale trattato sulle tecniche pittoriche medievali. La cittadina, un tempo divisa nei quartieri di Piano, Borgo e Castello (oggi “Colle Alta” e “Colle Bassa”), era nota fin dal Settecento per le sue cartiere, che sfruttavano la forza motrice del fiume e delle sue gore. Divenuta sede vescovile nel Cinquecento, Colle presenta elementi urbanistici e architettonici di grande rilievo: il Palazzo Campana, che accoglie nell’antico centro storico; il Teatro dei Varii, delizioso esperimento scenografico del Bibiena; il convento di San Francesco e il suggestivo Duomo. Oggi è considerata la “Città del cristallo” detenendo da sola il 15% di tutta la produzione mondiale ed oltre il 95% di quella italiana, unendo i migliori prodotti di design all’antica tradizione locale di lavorazione del vetro.

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