Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone: la mostra all’Antica Grancia di Serre di Rapolano espone il Pasolini pittore
Mostre, Arte, Serre di Rapolano (Rapolano Terme)

L’esposizione indaga l’immaginario figurativo di Pier Paolo Pasolini attraverso le sue opere pittoriche: un universo intimo di persone e paesaggi che svela un lato meno noto, ma essenziale, della sua ricerca artistica.
Dall’11 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, gli spazi dell’Antica Grancia di Serre di Rapolano ospitano la mostra “Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone”, curata da Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti.
Promossa dal Comune di Rapolano Terme con Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Vernice Progetti Culturali, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Archivio Giuseppe Zigaina, l’esposizione indaga l’attività pittorica e grafica di Pier Paolo Pasolini, mettendo al centro la riflessione sulla terra, la natura e la mutazione antropologica italiana.
Dal «laboratorio» dei libri alla lezione di Roberto Longhi
L’allestimento prende avvio da una sala dedicata alla Biblioteca di Pasolini, con alcune delle prime edizioni degli scritti dello stesso e volumi appartenuti alla sua selezione personale, tutti provenienti dalla Biblioteca e dall’Archivio del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze.
Da un lato spiccano i suoi testi, dall’altro, le letture degli amici: Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, La noia di Alberto Moravia, Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani e Il principe costante di Alberto Arbasino (il cui ritratto realizzato da Pasolini è in mostra).
I tavoli espositivi sono progettati dallo studio AOUMM; il design è ispirato al piano di lavoro che Pasolini usava nella sua abitazione di Sabaudia: il tavolo Effe dell’Autoprogettazione di Enzo Mari.
Il profilo di Roberto Longhi — parte di una serie di omaggi realizzati nel 1975, a decenni dagli anni universitari e ben oltre la scomparsa del maestro — introduce il pubblico all’universo pittorico pasoliniano. Dipingere è un’esigenza vitale che affianca e nutre la scrittura e il cinema, come testimonia una continua sperimentazione materica condotta su qualsiasi supporto e con i materiali più diversi, anche casuali.
Dalle opere visive di Pasolini affiorano i temi della sua poetica: le abitazioni umili, gli animali e i paesaggi di Casarsa dove i luoghi e le figure umane sono indagati attraverso la materialità del colore e la forza del tratto.
I disegni per il cinema, l’incontro con Zigaina, la memoria contadina
I ritratti costituiscono un nucleo centrale della produzione figurativa di Pasolini, che per tutta la vita ha immortalato sia volti incontrati per caso, sia figure chiave del suo percorso umano e intellettuale come Alberto Arbasino, Andrea Zanzotto e Maria Callas. Attraverso un segno sintetico ed espressivo — ben esemplificato dall’iconico Autoritratto con la vecchia sciarpa (1946) — l’autore fa emergere i tratti anatomici con poche pennellate, giocate su un misurato equilibrio cromatico di toni verdi, azzurri e rossi.
Un posto di rilievo nel percorso espositivo è occupato dal profondo sodalizio con il pittore Giuseppe Zigaina, che introduce Pasolini alla laguna di Grado e alla sua ricerca sul paesaggio. Tra i due artisti nasce una forte sintonia visiva e un continuo intreccio tra pittura e cinema, testimoniato da bozzetti, scatti dell’epoca e originali sperimentazioni materiche con sabbia, colla e spumante realizzate durante le riprese di Medea.
La mostra integra inoltre una selezione di contributi audiovisivi che danno corpo e movimento ai temi cari all’intellettuale. Tra questi, Pasolini e la forma della città (1974) trasforma l’osservazione del paesaggio urbano in una lucida critica alla società dei consumi, mentre 1° Maggio a Cervignano (1953) testimonia l’unica opera registica di Zigaina dedicata ai riti collettivi del lavoro.
Il percorso si chiude infine con Omelia Contadina, l’azione cinematografica firmata dall’artista JR insieme alla regista Alice Rohrwacher, che rievoca e attualizza l’eredità pasoliniana in un accorato omaggio alla memoria della civiltà contadina.
Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone: il catalogo
Il progetto di mostra è completato dal catalogo edito da Sillabe (Livorno) che raccoglie, oltre ai testi dei curatori Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti, contributi di Federico Abate, dottorando in storia dell’arte all’Università di Siena e specializzato sui rapporti tra Roberto Longhi e i collaboratori, Marta Ghigi, storica dell’arte contemporanea, di Francesca Agostinelli, responsabile dei progetti di valorizzazione della Casa del pittore Zigaina a Cervignano del Friuli, e di Franco Zabagli, filologo e critico letterario, a lungo curatore del fondo di manoscritti di Pier Paolo Pasolini presso il Gabinetto Vieusseux.
Informazioni
ORARI
Venerdì 15-18:30
Sabato 10-13 | 15-18:30
Domenica 10-13 | 15-18:30
BIGLIETTI
Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,00
Over 65; Titolari di abbonamento e dipendenti at – autolinee toscane; Soci Unicoop Firenze; Chi acquista contestualmente il catalogo della mostra
Gratuito
Minori di 18 anni; Residenti; Gruppi scolastici; Giornaliste e giornalisti muniti di tesserino dell’Ordine; Guide turistiche abilitate
COME RAGGIUNGERE LA MOSTRA
Le linee di autobus che raggiungono Serre di Rapolano sono:
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105 Serre-Asciano-Monteroni-Siena
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107 Sinalunga-Rapolano-Siena
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138 SIENA-AMBRA-MONTE S.SAVINO-AREZZO
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139 CHIANCIANO-MONTEPULCIANO-
SINALUNGA-SIENA
La mostra è organizzata dal Comune di Rapolano Terme, Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Archivio Zigaiana, con la partecipazione dell’ERPAC. L’esposizione ha il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e del Centro Studi Pier Paolo Pasolini ed è realizzata in collaborazione con LivinGrancia e Unicoop Firenze. Mobility Partner: at – autolinee toscane.
[in copertina: Pier Paolo Pasolini, Autoritratto con la vecchia sciarpa (1946), part. Fondo Pier Paolo Pasolini, Archivio Contemporaneo A. Bonsanti, Gabinetto Vieusseux © PIER PAOLO PASOLINI, by SIAE 2026]


