“Disegno. Idea e opera”: al Museo Civico Archeologico di Sarteano un omaggio alla forma che genera l’arte
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Il Museo Civico Archeologico di Sarteano ospita “Disegno. Idea e opera”, mostra a cura di Stella Severini che riunisce le ricerche grafiche di Giulia Ciacci e Mattia Rossi. Un percorso che riflette sul valore del disegno come gesto intellettuale e forma primigenia dell’arte, tra tradizione, sperimentazione e attenzione alla materia.
La mostra “Disegno. Idea e opera”, ospitata al Museo Civico Archeologico di Sarteano, propone una riflessione ampia e contemporanea sulla pratica del disegno, inteso come origine del pensiero visivo, strumento analitico e spazio di invenzione. Il progetto, curato da Stella Severini per Intrepido Servizi, riunisce due giovani artisti che interpretano il disegno secondo linguaggi diversi ma complementari.
Giulia Ciacci e Mattia Rossi: due ricerche, un dialogo comune
Le opere di Giulia Ciacci (Perugia, 1990) rivelano una formazione solida tra accademia e grandi istituzioni internazionali, dal Victoria and Albert Museum di Londra al Louvre di Parigi. Il suo lavoro mantiene un equilibrio tra classicità e sguardo analitico, in cui il tratto diventa strumento per misurare la forma e illuminarne le tensioni interne.
Accanto a lei, Mattia Rossi (Montepulciano, 1996), formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, presenta una ricerca incentrata sull’uso dell’inchiostro liquido applicato con pennello e penna. Una tecnica rara, densa e incisiva, che l’artista definisce “difficile e penetrante come un ago sulla pelle”: gesto netto, sensibile, che mira a catturare la vibrazione del corpo e la fragilità del movimento.
Il disegno tra tradizione e contemporaneità
Il percorso espositivo mette in relazione due approcci diversi per riflettere sul disegno come disciplina antica e sempre attuale. Le opere evidenziano come il gesto grafico continui a essere il luogo dove l’immagine si forma e si definisce, sospeso tra intuizione e analisi, tra manualità e riflessione.
La mostra si inserisce idealmente nel solco della lunga tradizione teorica che dal Rinascimento a oggi ha tentato di definire la natura del disegno. Non a caso, torna attuale la celebre definizione di Giorgio Vasari nelle Vite del 1568, che ne sottolinea il ruolo di origine e sintesi dell’arte: unione di mano e intelletto, progetto e forma, idea e opera.
Un percorso che guarda al futuro
L’iniziativa offre visibilità a due giovani autrici e autori del territorio, in linea con gli obiettivi culturali di Sarteano e con il programma di Valdichiana Capitale della Cultura 2025, che punta a promuovere produzione artistica e partecipazione attiva. La mostra diventa così un’occasione per osservare come il disegno continui a evolversi, adattarsi, aprirsi a linguaggi nuovi pur restando fedele alla sua natura essenziale.


