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    43 musei,  un unico sistema museale
Musei delle Terre di Siena
 
Volontari

In anni recenti e in conseguenza delle trasformazioni socio-economiche, il volontariato ha assunto una maggior incisione quantitativa e un profilo qualitativamente nuovo dovuto sia a un cambiamento strutturale delle organizzazioni e delle istituzioni, sia culturale. Se in precedenza era inteso come una sorta di ‘sostituzione’ dello Stato – da qui l’appellativo di Terzo Settore – già negli anni ottanta il volontariato ottiene la legittimazione del pubblico: un processo che verrà sancito proprio dalla Legge quadro 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. L’istituzionalizzazione diviene espressione di una struttura in piena regola, che determina un nuovo rapporto con le istituzioni pubbliche e che conduce al concetto anglosassone di voluntary work, sostituibile in misura sempre più rilevante all’aspetto di voluntary action che ha da sempre contraddistinto il volontariato di matrice tradizionale (e per lo più di carattere socio-sanitario). Quello del volontariato può essere inteso alla stregua di un ‘fenomeno’ sociale organizzato, strutturato e diffuso in maniera capillare che, nella sua evoluzione, ha mostrato aspetti diversificati e spesso ambivalenti: da un lato la dipendenza dal mondo del welfare, dall’altro una precipua identità di fondo, maggiormente orientata a un know-how tipico del mondo professionale e tesa a una graduale differenziazione dei settori di attività e delle modalità di adesione. Il ‘nuovo volontariato’ è subordinato a quelli che sono nuovi valori della società attuale, come la libertà, la democrazia, la partecipazione, la solidarietà; la crescita personale è dovuta in larga misura al genere di attività che si svolge, rendendo esplicito il legame tra dinamiche solidali e relazionali e sviluppo individuale. L’impegno del volontario è così inserito in una prospettiva di reciprocità, in cui il dare non è più gratuito, ma sotteso a un ritorno di qualche tipo: un aumento di disponibilità a cui corrisponde la tendenza a creare strategie collaborative con le istituzioni pubbliche locali e non, il cui apporto diventa elemento costitutivo della propria identità.

 

Anche Fondazione Musei Senesi, che si configura come ente di diritto privato ma di dimensione assolutamente pubblica, sostiene e promuove attività di volontariato nella sua dimensione di competenza. Numerose sono infatti le associazioni che da anni operano soprattutto nell’ambito dei musei archeologici, collaborando agli scavi, ai restauri e alla valorizzazione del grande patrimonio conservato nei musei o nei laboratori e nei depositi. 

A partire dal  2011/2012, la Fondazione Musei Senesi ha inoltre attivato un progetto di Servizio Civile Regionale, intitolato “Museum’s Angels”, che ha visto finora impegnati oltre sessanta giovani volontari attivi nei musei e presso gli uffici centrali come coordinamento, allo scopo di promuovere i musei e il loro patrimonio presso un pubblico di età compresa fra i 18 e i 30 anni grazie a un’interazione con le altre associazioni presenti sul territorio.