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Musei delle Terre di Siena
 
Il confino politico a Ustica nel 1926-1927

La mostra “Il confino politico a Ustica nel 1926-1927” costruita con cura filologica, ripercorre la storia del confino a Ustica nell'anno della sua istituzione senza trascurare nessuna fonte. Gli autori mostrano una ricca varietà di materiale documentale che ha la capacità di aiutare l'osservatore ad entrare nel vissuto dei singoli confinati e ad avere uno sguardo attento e completo sui fatti storici.

La mostra sarà inaugurata giovedì 16 gennaio ore 17,30 e resterà aperta fino al 3 aprile, con la partecipazione di  Vito Ailara, coautore della mostra. La sua presenza sarà l'occasione per un ulteriore arricchimento della sua ricerca e del suo lavoro.  

Con l’approvazione delle leggi “fascistissime” emanate nel 1926, i politici, che prima costituivano una minoranza sull’isola di Ustica rispetto ai confinati per reati comuni, diventarono una presenza più rilevante fino a raggiungere il numero di circa 600 transiti.
 
L’obiettivo perseguito dal regime di emarginare i dissidenti, attraverso il confino, dalla società attiva ebbe tuttavia l’effetto secondario non previsto di essere un’occasione di incontro, di stimolo alla discussione e al confronto dell’opposizione, divenendo un laboratorio di formazione politica e civica che contribuì alla crescita dello spirito democratico nel Paese. 

La mostra propone immagini, testimonianze e documenti riguardanti alcuni protagonisti, tra cui Gramsci e Bordiga, mettendo insieme vicende politiche e umane collocate nello scenario fisico culturale e antropologico di Ustica. Le fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, i documenti e le testimonianze scritte dai protagonisti di quella singolare vicenda, pur nella loro incompletezza, consentono di conoscere meglio, attraverso una ricostruzione cronologica e tematica, i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni Venti nonché alcuni aspetti del contesto ‘fisico’ e sociale isolano in cui essa si inserì. Un microcosmo, che divenne laboratorio politico e culturale. 
 
Vengono riproposti i volti, le testimonianze e, più in generale, la particolare e intensa esperienza, politica e umana insieme, che i documenti hanno reso possibile. Uomini e donne, molti dei quali riverseranno unitariamente il loro straordinario patrimonio politico e ideale, maturato anche attraverso l’esperienza narrata dalla mostra, nella lotta di Liberazione e nella vita dell’Italia repubblicana.

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