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Musei delle Terre di Siena
 
Hinthial. L'ombra di San Gimignano

I Musei Civici di San Gimignano e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, con la collaborazione di Opera Laboratori Fiorentini - Civita, hanno promosso un rilevante evento espositivo e culturale incentrato sulla presentazione al pubblico di un eccezionale bronzetto di offerente di epoca etrusca rinvenuto nel territorio di San Gimignano. 

Il progetto espositivo si è avvalso della collaborazione di un autorevole comitato scientifico composto da professori e ricercatori di università e istituzioni museali italiane ed internazionali. 

La mostra, corredata da un pregevole catalogo, inaugurata lo scorso sabato 30 novembre alle ore 18.00, si svolgerà presso il Museo Archeologico di San Gimignano (via Folgore, 11) dal 1 dicembre 2019 al 31 maggio 2020. Rinvenuto in un significativo contesto archeologico che racchiude la memoria di un antico luogo sacro oggetto di venerazione di Etruschi e Romani e poi interessato da uno dei percorsi medievali della via Francigena, il bronzetto costituisce, per fattura tecnica e perizia artistica, un piccolo capolavoro dell’antichità.

La finalità della mostra non è tuttavia solo quella di presentare un manufatto di altissimo valore artistico nell’ambito delle produzioni toreutiche etrusche di età ellenistica, ma quello di narrarne il suo contesto di provenienza per tentare di raccontare la funzione e la percezione che in antico doveva esistere di un luogo frequentato per almeno cinquecento anni. L’accento posto sul contesto di provenienza diviene particolarmente significativo nell’ambito degli studi sulle produzioni in bronzo di età etrusca poiché questa piccola statua di San Gimignano raffigurante un “offerente” corrisponde all’unico caso di figura allungata in bronzo, cosiddetto tipo dell’Ombra della Sera, di cui abbiamo notizia certa del luogo di rinvenimento, dal momento che in tutti gli altri casi si tratta di ritrovamenti sporadici. 

La mostra si rivela dunque anche uno spunto interessante per successivi studi e ricerche ed un’importante occasione di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della Val d’Elsa. 

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