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Musei delle Terre di Siena
 
Ambrogio Lorenzetti resta in mostra

Prorogata, fino all’8 aprile 2018, la grande mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala, che ha riscosso grande successo di pubblico internazionale, la Fondazione Musei Senesi, che coordina e promuove la rete di oltre quaranta musei diffusi sul territorio della provincia di Siena, propone ai visitatori la possibilità di scoprire altre opere pertinenti alla mostra in alcuni suggestivi musei delle Terre di Siena.

Conservando il biglietto di accesso alla mostra di Siena, sarà possibile ottenere l’ingresso ridotto ai musei di seguito elencati, talvolta coinvolti come prestatori nella mostra senese, ma nei quali si conservano anche opere di Pietro Lorenzetti e di altri artisti appartenenti alla medesima temperie culturale. Un itinerario ideale che tocca numerosi musei e che, nel percorso, ci lascia ammirare il vero museo a cielo aperto che è il paesaggio delle Terre di Siena.

www.museisenesi.org | info@museisenesi.org | 0577 530164

 

ASCIANO – Palazzo Corboli Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra

€ 4

Orari

Fino al 31 marzo: sabato 14-17, domenica e festivi: 10-14

Dal 1 aprile da mercoledì a domenica 10-18

Il Museo di Asciano, che partecipa alla mostra senese con lo straordinario Trittico di San Michele Arcangelo dipinto da Ambrogio intorno al 1337, è ospitato all’interno di Palazzo Corboli, prestigiosa dimora che nel Trecento appartenne alla famiglia Bandinelli. A una commissione di costoro si deve la ricca decorazione affrescata da Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero: una coppia di pittori che fu largamente attiva nel territorio dell’antica Repubblica, e a Siena ebbe il compito di dipingere la cappella delle reliquie nell’ospedale di Santa Maria della Scala. Nel palazzo ascianese Cristoforo e Meo rivelano un profondo debito verso Ambrogio Lorenzetti, poiché nelle immagini della Sala delle Stagioni si ispirano palesemente ad alcune figure allegoriche affrescate dal più giovane dei Lorenzetti nel ciclo del Buono e Cattivo Governo nel Palazzo Pubblico di Siena. Ai due pittori si deve pure la decorazione della Sala di Aristotele, intesa a ispirare alla virtù i governanti e i cittadini, ammonendoli con exempla antichi. Nel percorso del museo si segnalano anche un Crocifisso di Giovanni Pisano e dueMadonne col Bambino di primo Trecento: l’una del duccesco Segna di Bonaventura, e l’altra di Lippo Memmi, cognato di Simone Martini.

Il museo offre inoltre una sintesi straordinaria dell’arte senese del Quattrocento, alternando opere di Giovanni di Paolo, Pietro di Giovanni Ambrosi, Matteo di Giovanni, con una affascinanteAnnunciazione intagliata da Francesco di Valdambrino.

BUONCONVENTO – Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia

€ 2

Orari

Mercoledì e venerdì ore 10-12.30; sabato e domenica ore 10-12.30/15-17

Nelle sale del Museo d’Arte Sacra di Buonconvento, decorate in elegante stile Liberty, si possono ammirare le opere di grandi maestri del Trecento come Duccio di Buoninsegna e Pietro Lorenzetti, fratello di Ambrogio, che fu legato a questa zona, dove possedette alcune terre, e del quale si possono ammirare un paio di Madonne col Bambino. Il percorso museale prosegue con i grandi nomi del Quattrocento senese, da Matteo di Giovanni a Sano di Pietro, con importanti testimonianze del Cinque e Seicento e numerosi arredi sacri, fra i quali un raro esempio di cataletto, una portantina utilizzata dalle compagnie laicali e decorata dai maggiori artisti del tempo.

CASOLE D’ELSA – Museo Civico, Archeologico e della Collegiata

€ 2

Orari

Fino al 23 marzo: sabato, domenica e festivi ore 10-13.30/15.00- 17.30

Dal 24 marzo: tutti i giorni ore 10-13.30 / 15.30-18 (chiuso il mercoledì se non festivo)

A Casole si conservano preziose opere di primo Trecento, dovute in particolare a pittori della “prima generazione” duccesca, come il Maestro della Maestà Cini, il Maestro di Badia a Isola e il Maestro della Maestà Albertini. All’interno del museo è possibile anche ammirare alcune pagine miniate da un pittore come Lippo di Vanni, che si formò sulla cultura lorenzettiana per affermarsi nella Siena di metà Trecento. Nella vicina Collegiata, si segnalano le opere di eminenti scultori dell’inizio del secolo XIV, ovvero i monumenti sepolcrali del vescovo Tommaso Andrei e del giurista messer Porrina, dovuti rispettivamente a Gano di Fazio e Marco Romano.

Il museo comprende inoltre una sezione archeologica, relativa all’antico popolamento del territorio, e  si allarga a documentare un ampio panorama pittorico, che si estende dalla cultura tardomanierista dell’autoctono Alessandro Casoliani,fino alle tele di primo Novecento di Augusto Bastianini.

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COLLE VAL D’ELSA – Museo San Pietro

€ 1,50

Orari

Fino al 28 febbraio chiuso

Dal 1 marzo all’8 aprile 2018, aperto tutti i giorni 11-17 (ultimo ingresso ore 16.30)

Il Museo San Pietro, inaugurato nel marzo scorso, offre alcuni interessanti spunti sugli artisti attivi a Siena e dintorni tra la fine del Duecento e i primi del Trecento: in particolare, spiccano la monumentale pala d’altare del “Maestro di Badia a Isola”, il più antico seguace di Duccio, una Madonnadi Segna di Bonaventura, fedelissimo duccesco, e il commovente Crocifisso di Marco Romano, scultore documentato anche a Casole d’Elsa. Il museo racconta la storia artistica di Colle e della Val d’Elsa, alternando momenti senesi e fiorentini, sottolineando l’epoca d’oro vissuta dalla diocesi colligiana a fine Cinquecento, e chiudendosi con una collezione civica, dedicata all’arte e alla cultura del Novecento.

MONTEPULCIANO - Museo Civico Pinacoteca Crociani

€ 3

Orari

Fino al 19 marzo 2018: sabato e domenica ore 10-13/15- 18

Dal 20 marzo 2018: aperto da martedì a domenica ore 10-13/15- 18 (chiuso il lunedì)

Al primo piano del nobile Palazzo Neri Orselli di Montepulciano si possono scoprire alcune opere di primo Trecento legate alla cultura figurativa dei Lorenzetti: la Madonna col Bambino e angeli riferita al Maestro di Badia Isola, pittore duccesco di cui si conservano opere anche a Colle e  Casole d’Elsa; un altare-reliquiario portatile di Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero, attivi anche a Palazzo Corboli ad Asciano; la delicata Incoronazione della Vergine di Jacopo di Mino del Pellicciaio, attivo dagli anni quaranta e allineato allo stile di Simone Martini. Il museo, che presenta anche una sezione archeologica e un nucleo di splendenti terrecotte robbiane, raccoglie molte delle opere appartenute nell’Ottocento al primicerio della Cattedrale Francesco Crociani, articolate secondo il gusto delle antiche quadrerie e divise per scuole e generi. Significativa la sezione dei ritratti, uno dei quali oggetto di attribuzione a Caravaggio.

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PIENZA – Palazzo Borgia Museo Diocesano

€ 3,00

Fino al 29 marzo: sabato e domenica ore 10-13/14-17

Dal 30 marzo: dal lunedì alla domenica, ore 10.30-13.30/14.30-18.00 (chiuso il martedì)

Il Museo è ospitato nel palazzo vescovile, costruito ai tempi di Pio II da Rodrigo Borgia, e affaccia nella rinascimentale piazza di Pienza,  La collezione ruota soprattutto intorno alla figura di Enea Silvio Piccolomini, che nelle vesti di Pio II seppe innovare il tessuto urbanistico e architettonico di Pienza e radunare nella Cattedrale e nel Tesoro molti capolavori d’arte, oreficeria e tessuti, a partire dallo straordinario piviale in opus anglicanum. Non mancano tuttavia opere di primo Trecento, che attestano la fortuna in questa area della pittura duccesca, come la croce di Segna di Bonaventura e le tavole del così detto Maestro della Maestà Gondi e di Niccolò di Segna. Tra i trecentisti senesi, oltre ai più tardi Bartolomeo Bulgarini e Bartolo di Fredi, si segnala soprattutto Pietro Lorenzetti, fratello di Ambrogio: a lui spetta una dolcissima Madonna col Bambino, che stava in origine al centro di un polittico destinato alla vicina Monticchiello, di cui restano ulteriori scomparti a Firenze e Le Mans.

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SAN GIMIGNANO – Musei Civici Cumulativo: Palazzo Comunale, Pinacoteca, Torre Grossa; Museo Archeologico, Spezieria di Santa Fina, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “R. De Grada”, Chiesa di San Lorenzo in Ponte

€ 7

Orari

Fino al 31 marzo: ore 11-17.30

1 aprile – 8 aprile: 10-19,30 (ultimo ingresso ore 16.30)

Il Museo Civico di San Gimignano, ospitato nel Palazzo Comunale, si apre con la Sala di Dante: qui venne in veste di ambasciatore, nel 1300, il celebre poeta, e qui si conservano preziosi affreschi, dal ciclo profano tardoduecentesco di Azzo di Masetto, alla scenografica Maestà compiuta nel 1317 da Lippo Memmi, avendo negli occhi quella dipinta due anni prima dal cognato Simone Martini nella Sala del Mappamondo di Siena. Da qualche tempo Memmo di Filippuccio, padre di Lippo, aveva intanto squadernato nella Camera del Podestà un divertente ciclo dedicato ai rischi e alle virtù d’amore. Il museo conserva notevoli dipinti della scuola senese e fiorentina dei secoli XIII-XV, trovando alcuni dei suoi vertici nell’Annunciazione di Filippino Lippi, e nell’ultima opera dipinta dal Pinturicchio, ormai verso il 1510-1512. La visita si conclude con lo straordinario panorama della Torre Grossa, da cui si domina la città e la Val d’Elsa.