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Musei delle Terre di Siena
 
Il Buon Secolo della Pittura Senese a San Quirico d'Orcia

IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE

Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco

La grande mostra che si svolge in tre  straordinarie città gioiello del Senese e che resterà aperta fino al 30 settembre 2017, si ispira, nel titolo, ad una frase dell’abate Luigi Lanzi, storico dell’arte vissuto tra ‘700 e ‘800 ed è dedicata ad uno specifico periodo storico che va dagli inizi del XVI alla metà del XVII secolo, quando l’arte senese brillava di eccellenti e singolari personalità artistiche, a tutt’oggi, nella maggior parte dei casi, ancora troppo poco note al grande pubblico.

Allo scopo di migliorare la loro conoscenza, nasce l’idea di questa originale rassegna in cui le città di Montepulciano, S. Quirico d’Orcia e Pienza ospitano ciascuna, prendendo spunto da un capolavoro che si trova già sul loro territorio, una sezione espositiva dedicata ad un importante artista senese ed al suo ambiente.

Ogni singola sede quindi è, di per sé, una straordinario scrigno di importanti capolavori che merita un singolo, dettagliato, approfondimento.

SAN QUIRICO D'ORCIA - PALAZZO CHIGI ZONDADARI

La presenza nella chiesa dell’antica compagnia del Santissimo Sacramento di San Quirico d’Orcia di una delle migliori opere di Bartolomeo Neroni detto il Riccio (Siena, documentato dal 1531 - 1571) offre l’occasione per allestire intorno a tale dipinto un dossier di opere in grado di raccontare il contesto pittorico nel quale lavorò l’autore della pala. Ultimo erede della grande tradizione senese del Rinascimento di architetti versati anche in pittura e scultura, che aveva trovato i maggiori protagonisti in Francesco di Giorgio e Baldassarre Peruzzi, il Riccio visse nei decenni che dal Sacco di Roma (1527) condussero alla fine della Repubblica di Siena (1559), facendosi primo attore della scena artistica senese dopo la metà del secolo, al seguito della morte di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (1549) e di Domenico Beccafumi (1551). Tra questi due astri del Cinquecento senese, il Riccio certo preferì il Sodoma (1477-1549), guardando a una versione “classicista” della “maniera”, che a Siena aveva trovato un ennesimo protagonista in Peruzzi. È attorno a simili artefici, in particolare al Sodoma maturo, e ai loro più validi epigoni, come Giorgio di Giovanni e “Marco Bigio” (probabile Giomo del Sodoma), che ruota l’esposizione, intesa a raccontare la vicenda di una particolare tendenza della pittura senese, poco avvezza alle bizzarrie beccafumiane, nei decenni che precedettero la fine della Repubblica senese.

Il racconto si snoda anche attraverso la differente funzione dei dipinti: pale d’altare, tavole per devozione privata, testate di bara, coperte di organo, e soggetti mitologici. Fortificato da un’esperienza romana dei primi anni venti, a valle della quale si situa il cataletto dipinto entro il 1527 per la compagnia di San Giovanni Battista della Morte, Giovanni Antonio Bazzi seppe mantenere un ruolo da protagonista nella Siena del secondo quarto del Cinquecento, con un linguaggio di gusto antiquario ben testimoniato dalla pala per la cappella Pecci nella chiesa del Carmine (restaurata per l’occasione) e da un piccolo nucleo di tavole coerenti per stile. Una selezionata scelta di opere dimostra quindi come percorressero strade ben diverse gli altri interpreti della “maniera” senese di quel tempo: se Baldassarre Peruzzi confermava la sua convinta adesione all’antico, Beccafumi si differenziava per un più moderno ed eccentrico stile personale, da cui prendeva le mosse l’allievo Marco Pino, destinato a cogliere successi a Roma e Napoli.

Quanto ad allievi, questa esposizione propone il recupero della personalità artistica di Girolamo Magagni (Siena, 1507-1562), ovvero il Giomo del Sodoma ricordato da Giorgio Vasari nella bottega del Bazzi. A lui potrebbero essere da riferire le opere finora raccolte sotto il nome di “Marco Bigio”, di cui la mostra espone il Concerto d’angeli dipinto per la cantoria del Duomo di Siena (1548-1551), la Venere che dovette essere di casa Ciani, e il restaurato Cristo in Pietà dell’Osservanza di Montalcino (variante di quello affrescato dal Sodoma nel tabernacolo della Madonna del corvo a Siena).

Chiude infine la mostra la sezione sul Riccio, centrata sulla pala con la Madonna col Bambino e i Santi Leonardo e Sebastiano dipinta per la compagnia del Santissimo Sacramento di San Quirico d’Orcia, posta a confronto con la pala della Crocifissione della parrocchiale di Lucignano d’Arbia, a confermare l’attività del pittore per il territorio. Si tratta di opere della maturità, che rivelano una consapevole familiarità con la cultura figurativa del Sodoma e di Peruzzi, su cui il maestro si era formato nei primi anni trenta (e ne danno conto i frammenti della decorazione della cappella dei Santi Quattro Coronati in Duomo, 1534-1535) e che avrebbe continuato a ispirare la sua tarda attività (testimoniata da un paio di tavole per devozione privata, e dal cataletto dipinto nel 1569 per la compagnia di Sant’Ansano a Siena).

Concludono il progetto una serie di itinerari nel territorio per far conoscere ai visitatori complessi pittorici o opere più o meno note degli artisti oggetto della mostra, ubicati entro i confini dei Comuni di Pienza, Asciano, Sinalunga e Trequanda.

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Biglietti e catalogo acquistabili online

 https://www.weekendinitaly.com/it/siena/museo_dett/235-pacchetti-combo/9570-il-buon-secolo-della-pittura-senese.html

 

 

 

 

I sezione: Sodoma, Peruzzi, Beccafumi e la pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica

 

 

1. Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Madonna col Bambino, Cristo in pietà, San Giovanni Battista, San Bernardino da Siena (cataletto della compagnia di San Giovanni Battista della Morte; 1526-1527), olio su tavola, cm 70 x 48, Siena, Museo dell’Opera del Duomo

 

2. Giorgio di Giovanni, Madonna col Bambino e Santi (1525 circa), olio su tavola, cm 51 x 41, Siena, collezione Marco Bernardi (dalla collezione Sansedoni)

 

3. Giorgio di Giovanni, Madonna col Bambino e due angeli, Cristo in pietà, Madonna col Bambino e due angeli, Due confratelli in adorazione della croce (cataletto della compagnia di Santa Maria in Portico a Fontegiusta, 1525-1527 circa), olio su tavola, cm 56 x 38, Siena, Pinacoteca Nazionale

 

4. Giorgio di Giovanni, San Cristoforo e i Santi Sebastiano e Rocco (1527-1535), olio su tavola, cm 42 x 37,5, Svizzera, collezione privata (dalla collezione del cardinale Pietro Aldobrandini, Roma)

 

5. Bartolomeo di David, Madonna col Bambino e San Giovannino, Cristo in pietà, Sant’Onofrio, Sant’Andrea (cataletto della compagnia di Sant’Onofrio, 1532), olio su tavola, diam. cm 42, Siena, Museo Civico

 

6. Domenico Beccafumi e bottega, Cristo portacroce (1520 circa), olio su tavola,  cm 73,5 x 51,5, Siena, Pinacoteca Nazionale

 

7. Domenico Beccafumi, Cristo portacroce (1545 circa), olio su tavola, con cornice cm 80,3 x 60,5 Siena, Museo Diocesano (dalla chiesa di San Giorgio)

 

8. Marco Pino (da Parmigianino), Martirio dei Santi Giovanni e Paolo (1544 circa), olio su tela, cm 98 x 158, Siena, Museo Civico (dalla collezione Spannocchi, Siena)

 

Domenico Beccafumi, Annunciazione, Sarteano, Sala d’arte Domenico Beccafumi, chiesa di San Martino (opera non esposta, visibile in loco)

 

 

 

II sezione: Il Sodoma e la sua bottega. Testimonianze della tarda attività

 

 

9. Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra famiglia con San Giovannino (1530 circa), olio su tavola, cm 72 x 47, Siena, Società di Esecutori di Pie Disposizioni (dalla confraternita dei Disciplinati, dono Cinuzzi)

 

10. Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sacra famiglia con San Giovannino (1540 circa), olio su tavola, cm 70 x 47, Montepulciano, Museo Civico Pinacoteca Crociani (dalla collezione Crociani)

 

11. Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Natività della Vergine (1545 circa), olio su tavola, cm 151 x 146, Siena, San Niccolò al Carmine, cappella Pecci

 

12. Collaboratore di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Adorazione del Bambino (1535-1545), olio su tavola, cm 79 x 58, Siena, Pinacoteca Nazionale

 

13. “Marco Bigio” (Giomo del Sodoma?), Cristo in pietà (1535-1540), , tempera/olio su tela, con cornice cm 191 x 149, Montalcino, chiesa di Sant’Egidio (dal convento del Colombaio, Seggiano)

 

14. “Marco Bigio” (Giomo del Sodoma?), Venere (“le tre età della donna”) (1540-1545), olio su tela, cm 229 x 169 Siena, Pinacoteca Nazionale (da casa Ciani)

 

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e bottega, Ascensione, Trequanda, parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea (opera non esposta, visibile in loco)

 

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e bottega, Madonna col Bambino e Santi, San Francesco e San Girolamo, affresco, La Fratta, Sinalunga, cappella di San Michele Arcangelo (opera non esposta, visibile in loco)

 

Giovanni „Antonio Bazzi detto il Sodoma e bottega, Madonna col Bambino e Santi, Sinalunga, Collegiata di San Martino (opera non esposta, visibile in loco)

 

Girolamo Del Pacchia, Deposizione, Sinalunga, Collegiata di San Martino (opera non esposta, visibile in loco)

 

“Marco Bigio” (Giomo del Sodoma?), Sacra famiglia con San Giovannino, Pienza, Museo Diocesano

 

 

III sezione: Bartolomeo Neroni detto il Riccio e la pala di San Quirico d'Orcia

 

15. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Madonna col Bambino, due Santi martiri e due angeli, Santo Martire, Martirio dei Santi Quattro Coronati, affreschi staccati, cm 104 x 132, 59 x 54, 75 x 125 (frammenti dell’altare dei Santi Quattro Coronati; 1534-1535), Siena, Museo dell’Opera del Duomo (dalla Cattedrale di Siena)

 

16. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Caterina da Siena, olio su tavola, cm 80 x 62, Pienza, Museo Diocesano (dalla cappella della Madonna delle Grazie a San Giovanni d’Asso)

 

17. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Crocifissione e Santi (1540-1545), olio su tavola, cm 220 x 160, Lucignano d’Arbia, pieve di San Giovanni Battista (dalla compagnia del Corpus Domini)

 

18. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Madonna col Bambino e i Santi Leonardo, Sebastiano, Giovannino e Quirico (1545-1550), olio su tavola, cm 270 x 195, San Quirico d’Orcia, compagnia del Santissimo Sacramento

 

19. “Marco Bigio” (Giomo del Sodoma? con la possibile collaborazione di Niccolò Sciolti), Concerto d’angeli (1548-1551), olio su tavola, cm 141 x 267,5, Siena, Museo dell’Opera del Duomo (dalla cantoria della Cattedrale progettata dal Riccio)

 

20. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Sacra famiglia con San Giovannino e un angelo (1550-1570 circa), olio su tavola, diam. cm 100, Siena, collezione Chigi Saracini

 

21. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Sacra famiglia con San Giovannino, olio su tavola, cm 77 x 63, Siena,  Pinacoteca Nazionale (depositato da Francesco Brogi)

 

22. Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Madonna col Bambino, Cristo morto, Sant’Ansano, Sant’Ansano in atto di battezzare (cataletto della compagnia di Sant’Ansano; 1569), , olio su tavola, cm 59 x 39, Siena, Museo Diocesano

 

Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Madonna col Bambino e Santi, Chiusure (Asciano),  chiesa di San Michele Arcangelo (opera non esposta, visibile in loco)

 

Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Storie di San Benedetto, affreschi del chiostro e del monastero, Asciano, Monte Oliveto Maggiore (opera non esposta, visibile in loco)