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    Il territorio delle Crete - Val d'Arbia 
Scopri il patrimonio delle Terre di Crete
Val d'Arbia
 
Emozioni di argilla tra le crete senesi

Cosa vedere

Nel paesaggio della Val d’Arbia e delle terre che la circondano i campi coltivati si intervallano a filari di viti, scampoli di bosco, piccoli corsi d’acqua. Vegetazione addomesticata dall’uomo e sfuggita alla secchezza delle crete. Le stesse crete che i pittori senesi, tra Trecento e Quattrocento, ritraggono nelle loro tavole e negli affreschi. Le colline di creta cambiano tonalità seguendo il corso del tempo e delle coltivazioni: verdi a primavera, quando il grano si affaccia contro il cielo, gialle d’estate quando le spighe sono pronte per la trebbiatura; marrone scuro quando in autunno la terra viene rivoltata dai vomeri d’acciaio e infine grigie quando in inverno tutto riposa

Le famose “crete senesi”, adorate da fotografi, poeti e turisti lasciano davvero sorpresi, con il loro paesaggio deserto e quasi lunare. Il cosidetto “deserto di Accona”, come viene chiamata la zona a sud di Asciano, fin dall’antichità, con il suo susseguirsi di biancane, calanchi e dirupi, spazzati dal vento in inverno, riarsi d’estate, è camaleontico nel suo adattarsi alle stagioni, alla luce, al sole e alla pioggia cambiando colore e stato. In questa zona, le crete sono bianchissime, quasi accecanti, quando sono battute dal sole, morbide e vellutate alla luce del tramonto, scurissime la notte. Allo stesso modo sono capaci di suscitare i sentimenti più diversi, malinconiche e appassionate al tempo stesso, adatte alle riflessioni più intime così come ad un giro romantico. Un giro senza meta per le crete può essere davvero emozionante, condito solamente dal silenzio e dalla cruda bellezza di queste terre inaridite.

Se, invece, una meta la si vuole avere, un itinerario, forse inaspettato, può essere quello che ci fa scoprire l’arte contemporanea tra le crete. Il suggestivo scenario lunare di questi luoghi ha sempre rappresentato, infatti, una fonte di ispirazione per gli artisti; il paesaggio è diventato al tempo stesso contenuto e soggetto di alcune installazioni, come quelle del Site transitoire di Jean-Paul Philippe vicino ad Asciano e come il giardino fantastico, il cosidetto “Bosco della ragnaia”, di Sheppard Craige a San Giovanni d’Asso, ma anche il contesto ideale per la nascita di alcune importanti collezioni d’arte contemporanea, come quella fondata dall’artista Sergio Vacchi nella sua dimora presso il Castello di Grotti.

Il percorso

Conviene percorrere il paesaggio delle crete scegliendo le numerose strade bianche che ancora resistono all’asfalto. Sono percorsi inusuali e molto rilassanti, con continui saliscendi tra piccoli boschi, colline coltivate a cereali, poderi isolati e cascine, talvolta trasformate in accoglienti luoghi di sosta.

La prima strada da percorrere assolutamente, è la comunale che porta da Asciano a Torre a Castello, passando per Monte Sante Marie, antica fattoria medievale. Seguire le indicazioni per Monte Sante Marie che appaiono a sinistra all’entrata di Asciano. Sempre in direzione di Asciano, uscendo da Siena ma passando da Taverne d’Arbia sulla Statale 438, si trova il bivio per Leonina: imboccare la strada bianca e percorrerla fino alla fine, per circa 3 km per raggiungere il Site Transitorie.

Il secondo itinerario parte da Buonconvento, da dove conviene prendere in direzione di Pieve a Salti, tenendo l’omonima strada provinciale fino ad incontrare la strada Traversa dei Monti che, curvando a sinistra, conduce a San Giovanni d’Asso.

Terzo itinerario. Provenendo da Siena lungo la Cassia, in direzione sud, girare al bivio per Radi, prendendo poi per Murlo. Radi è un piccolo borgo medievale con fattoria fortificata. Oltrepassata la fattoria, giunti all’incrocio, si possono scegliere tre percorsi: o si mantiene la provinciale per Murlo fino a giungere prima Vescovado e poi il capoluogo di origini etrusche, altrimenti se si curva a destra si procede fino a Monteroni d’Arbia. per poi immettere la Provinciale 23 fino al grazioso borgo delle Ville di Corsano, ove si erge il medievale castello di Grotti.


Le tappe


IL "SITE TRANSITOIRE" DI LEONINA

Site transitoire è una scultura installazione di arte contemporanea realizzata dal maestro francese Jean-Paul Philippe, che dal 1993 svetta sul colle di Leonina, nei pressi di Asciano. L’artista ha dedicato la sua opera alla straordinaria natura delle Crete Senesi, dopo esserne rimasto incantato in occasione di un soggiorno a Rapolano, terra del travertino che l'artista ha usato come materia prima di tante sue opere. È proprio a Rapolano che, agli inizi degli anni '90, ha scelto di vivere ed è qui che ha dato forma al Site transitoire. L'opera è orientata in direzione di Siena, ben visibile al mattino nelle giornate terse e pulite nel suo inconfondibile skyline. La scultura, sulla cima di una collina, non è visibile dalla strada principale.


IL BOSCO DELLA RAGNAIA A SAN GIOVANNI D'ASSO

Il Bosco della Ragnaia, situato a un passo dall’imponente castello di San Giovanni d’Asso, è il cantiere sempre aperto di Sheppard Craige, artista americano che ha scelto queste terre come sua patria d’elezione. Si tratta di un parco voluto per stimolare la curiosità del viaggiatore: i luoghi di sosta, su cui si affacciano sculture e installazioni, accolgono e sfidano il visitatore con messaggi che oscillano tra il registro del gioco e del serio: il Tabernacolo delle Certezza, l'Oracolo di Te Stesso, l' Altare dello Scetticismo. La fretta qui non è di casa: occorrerà piuttosto accingersi all'ascolto, come sotto l'Albero di Dòdona - il più vecchio oracolo greco i cui sacerdoti interpretavano il fruscìo delle foglie di quercia per dare il proprio responso. Un percorso che si chiude con un incredibile scorcio sull’enorme giardino disegnato dall’artista ad abbracciare l’intera collina.

LA FONDAZIONE VACCHI A GROTTI

La Fondazione Sergio Vacchi è un ente che si occupa di arte contemporanea con sede presso il Castello di Grotti, appena passato l’abitato di Ville di Corsano. La Fondazione prende il nome dal suo promotore, il pittore bolognese Sergio Vacchi (1925) ed ospita una collezione permanente antologica di circa ottanta opere del maestro. La sede, a Grotti, è collocata in un monumentale castello, con torrione e base a scarpa, trasformato nel XIX secolo a villa di campagna, una parte della quale è stata acquistata da Sergio Vacchi con l’intento di farne un centro internazionale per le arti.